Un’auto ha investito il mio gatto e quello stronzo nemmeno si è fermato!
La città e la natura rappresentano due dimensioni profondamente diverse e spesso contrapposte. La città, secondo la definizione del vocabolario è un centro abitato di una certa estensione e importanza, caratterizzato da un certo numero di abitanti, da una discreta concentrazione di edifici e da funzioni amministrative, economiche e culturali. Essa è dunque un organismo “artificiale”, nato dall’opera dell’uomo e non presente così com’è in natura. Ogni suo spazio è regolato, delimitato e trasformato, strade, palazzi, infrastrutture e servizi rispondono a bisogni sociali e produttivi ma al tempo stesso modificano radicalmente l’ambiente originario, la città non è natura.
La natura, invece, è definita come l’insieme delle cose e degli esseri che esistono indipendentemente dall’opera dell’uomo. È la campagna, la montagna, il bosco, il mare, luoghi in cui l’intervento umano è minimo o assente. Anche quando vi compare una strada o una casa, questi elementi restano marginali rispetto alla vastità e alla forza dell’ambiente naturale, che conserva la sua autonomia e la sua capacità di rigenerarsi. La natura è spontaneità, apertura, continuità, mentre la città è costruzione, concentrazione e trasformazione, imprevisti, pericoli, smog e inquinamento.
Questa distinzione diventa evidente quando si riflette sulla vita degli animali. Per me no si può pensare in maniera concreta e intellettualmente onesta che un gatto che vive in un centro urbano sia “libero in natura”. La parola “libertà”, accostata alla “natura”, perde di attendibilità se riferita a un animale che si muove tra strade, automobili, marciapiedi e costruzioni. Un gatto che vive in città non è al sicuro, è esposto a pericoli artificiali creati dall’uomo, come il traffico, l’inquinamento, la mancanza di spazi verdi che spesso nelle città sono piccole oasi in mezzo ai palazzi.
Se poi consideriamo che nei tempi moderni, troppi mezzi esseri umani non hanno a cuore la vita degli animali allora il discorso è ancora più crudo, a loro non importa se con la loro autovettura finiscono per investire e uccidere un gatto che si trova in quella cosiddetta libertà, perché purtroppo bisogna ammettere che in realtà la città, il centro urbano, è solo un ambiente artificiale e non naturale.
Per comprendere meglio questa condizione è utile richiamare anche il significato delle parole “domestico” e “non domestico”.
Domestico, dal latino domus, significa ciò che appartiene alla casa. In senso comune riguarda la famiglia, la vita privata, gli oggetti e le attività legate all’abitazione, e in generale per tutti, chi ha animali in casa li considera come membri della “famigli.
In biologia la parola “domestico” indica un animale allevato dall’uomo per utilità o compagnia, come appunto il cane e il gatto. Non domestico, invece è ciò che non appartiene alla casa, quindi selvatico, estraneo all’ambiente umano, e si riferisce ad animali che vivono liberi in natura senza controllo dell’uomo.
Questa differenza è fondamentale nel contesto urbano. Un animale domestico, per definizione, non è fatto per vivere libero in città perché la città non è natura ma artificio, e un animale domestico dovrebbe stare dentro una casa o comunque in un perimetro circoscritto, coerente con la sua condizione. Solo così la sua sicurezza è garantita e la sua vita tutelata. Un gatto o un cane lasciati liberi in un centro urbano non vivono in natura, ma in un ambiente artificiale che li espone a rischi continui. La loro libertà è illusoria, perché non coincide con la libertà naturale.
Parlare di città e di natura significa dunque riconoscere due dimensioni diverse:
• una artificiale, plasmata dall’uomo
• una originaria, che esiste indipendentemente da lui.
Comprendere questa distinzione aiuta a guardare con umiltà al mondo naturale, ricordando che la libertà degli esseri viventi non può essere piena quando è costretta entro i confini di un centro urbano. Un animale domestico è davvero tutelato solo quando vive in un ambiente domestico, certamente coerente con la sua condizione e non quando è esposto a un artificio urbano che lo mette in pericolo. La vera libertà appartiene alla natura, e la vera responsabilità dell’uomo è quella di proteggere gli animali che ha scelto di rendere domestici indipendentemente dal motivo per il quale tale animale è giunto nel centro urbano, garantendo loro un ambiente sicuro e rispettoso.
Poi ognuno è assolutamente libero di far girare i propri animali domestici nelle strade del quartiere ma nessuno si lamenti se “un’auto ha investito il mio gatto e quello stronzo nemmeno si è fermato!”

